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Un giovedi pomeriggio vengo invitato da amici ai Seminari in cantina promossi dall' azienda Terredora situata a Montefusco in provincia di Avellino presso la propria cantina le giornate organizzate dall'azienda prendono il nome da  pomeriggi di cultura del vino, seminari in cantina. Il paziente e professionale Paolo M;astroberardino figlio deWalter Mastroberardino ha illustrato tutti i dettagli e la filososfia che stanno dall'interno dell'azienda che conta oltre 180ha vitati nei bellissimi cru dell'irpinia. Una azienda di fondata nel 1984 vanta vigneti nei comuni di Lapio,Montefusco, Montemiletto, Pietradefusi e Montefalcione. Ovviamente il cognome dei proprietari “Mastroberardino” deve essere una garanzia nel mondo del vino campano e italiano e invece noto un modo di fare e interpretare il vino molto diverso dalle varie aziende campane, un pregio non essere simili ad altri ma portare avanti la propria idea del fare vino, ma a mio avviso non sempre vincente sul mercato del vino.

L’approccio è stato duro mi sono subito reso conto della passione, della preparazione che vi è all’interno della famiglia ma mi sono anche reso conto della propria voglia di affermare che ciò che viene fatta dall’azienda e buono, giusto e fatto in modo perfetto e far capire che forse a sbagliare siano i colleghi, il sostenere che il legno non giova  al vino e che non serve, e le varie tecniche di vinificazione adotatte in cantina o in vigna non sono fatti bene… ma andiamo oltre e anche un pregio affermare la propia il proprio essere eil proprio modo di fare, vuol dire che ci si crede e che si ha personalità, ma passiamo alla degustazione si parte direttamente dai bianchi, perché le bollicine afferma il saggio patrone  Walter Mastroberadino, “ognuno deve fare il suo mestiere, noi facciamo vini fermi, le bolle le possono fare solo in alcuni luoghi specifici”.

FIANO Terre di Dora 2010, di struttura non eccessiva con un sentore iniziale di tostatura per un discreo fiano.
FIANO Campore 2007, dal colore giallo paglierino intenso e dai profumi piuttosto importanti  dovuti all’annata e all’invecchiamentoal palato non è costante.
FIANO Campore 2006, il profilo olfattivo nell’imeddiato rimanda a toni non proprio gradevoli che poi si ammorbidiscono con il tempo,annata completamente diversa dalla precedente e colori meno intensi nonostante un anno di invecchiamento in più.
GRECO Loggia della Serra 2009. Un’annata per il greco straordinaria, ma il Il Loggia appare di colore un pò scarico, mentre al profilo olfattivo non ricorda il Greco, quella sapidità e spigolosità tipica del greco.
AGLIANICO Il Principio 2008. All’olfatto si presente piacevole e di buona struttura il gusto viene soddisfatto abbastanza sebbene manchi della necessaria profondità.
TAURASI Fatica Contadina 2008 Discreto impatto olfattivo, rotondo al gusto che si rivela pieno e pronto.

TAURASI Fatica Contadina 2007 Più complesso dell’annata 2008 sia nei profumi che al gusto sebbene manchi del necessario corpo e struttura.

TAURASI Pago dei Fusi 2006 Completamente diverso dagli altri taurasi si rivela molto più dinamico e meno elegante e rotondo, l’olfatto non è ricco e complesso ma il gusto percepisce una buona mineralità
TAURASI Campore 2006 Un buon  profilo aromatico, frutti di bosco, frutta rossa, anche al palato si rivela interessante e con un buon retrogusto di frutta rossa.
TAURASI Campore 2003 l’invecchiamento non ha giovato a questo cru che evidentemente sta dando il meglio solo da poco,
TAURASI Campore 2000mi sarei aspettato di più da un taurasi , con 12 anni di invecchiamento.

La visita in cantina è stata molto interessante una cantina ordinata, pulita e organizzata.

I Vini

I Vini

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